Architettura

Al confluire del Rodano e della Saona il museo è installato nel cuore di una struttura monumentale concepita da Coop Himmelb(l)au, unica realizzazione francese di questa agenzia austriaca conosciuta per la sua architettura di ispirazione decostruttivista.

Un’architettura in confluenza
L’architettura del musée des Confluences nasce dall’incontro di un Cristallo di vetro e di una Nuvola di inox, a immagine della convergenza fra i due corsi d’acqua: il Rodano e la Saona. Sotto i suoi 33 metri di vetrata, il Cristallo assume la funzione di piazza urbana: uno spazio dedicato all’entrata del pubblico e alla circolazione dei visitatori, un luogo di incontro e di scambio. Sui 1'900 m² illuminati da luce esterna i visitatori si preparano alla visita del museo. Al centro, il Pozzo di Gravità, un tour de force architettonico, sostiene l’insieme della struttura e turbina come preso fra i due corsi d’acqua. Il visitatore prosegue il suo percorso nella Nuvola, concepita come un ampio vascello di quasi 11'000 m² che, sotto la copertura in inox, contiene i tesori del museo, le sale dedicate alle mostre temporanee e permanenti. Accedendo alla terrazza si possono osservare Lione e la confluenza da un punto di vista inedito. L’insieme è sorretto da uno zoccolo accessibile al pubblico: luogo di deambulazione attorno a una vasca che luccica sull’inox, suscitando curiosità in un paesaggio di rampe e di piani inclinati che conduce fino al giardino: 24'400 m² di spazi verdi e stradine fino all’apice della confluenza.