Il percorso permanente

Il percorso permanente, che occupa una superficie di 3'000 m², presenta, attraverso una collezione composta da una serie infinita di curiosità, il grande racconto dell’avventura umana.

Origini, i racconti del mondo

Noi tutti condividiamo, sull’intero pianeta, i medesimi interrogativi riguardo all’origine del mondo e al nostro ruolo in esso.
La mostra propone ai visitatori di partire alla ricerca delle loro origini lungo un percorso che mescola due punti di vista: quello delle scienze naturali, che risale nel tempo dagli Uomini fino al Big Bang, e quello dei racconti mitici, attraverso la presentazione di oggetti etnografici.

Le specie, il tessuto del vivente

La questione dell’identità dell’essere umano, dell’articolazione fra ciò che è stata chiamata “umanità” e l’animalità, è una preoccupazione universale.
La mostra interroga il modo in cui gli esseri umani si rappresentano il mondo, e vi si integrano contribuendo a modificarlo. Attraverso un tessuto umano in cui tutto si sostiene e si risponde, il visitatore viene condotto a interrogarsi sul suo posto in seno al mondo vivente e sulla sua capacità di agire sul suo ecosistema.

Le società, il teatro degli Uomini

Non vi è umanità senza incontro e scambio, senza la sfida dell’orizzonte e il desiderio dell’altrove.
La mostra si apre come un teatro e interroga i modi di funzionamento delle società a partire da tre costanti: organizzazione, scambio e creazione. Il visitatore costruisce la propria visita e deambula attraverso oggetti provenienti da culture ed epoche che non avrebbero mai potuto incontrarsi, ma il cui avvicinamento assume un senso e risveglia la curiosità.

Eternità, visioni dell’aldilà

Qual’è il posto riservato alla morte nel contesto odierno, dove i limiti che essa pone vengono costantemente allontanati?
La mostra affronta la questione dell’aldilà e propone ai visitatori di confrontare il loro sguardo contemporaneo con diversi contesti culturali e con civilizzazioni ed epoche diverse (amerindie, africane, dell’antico Egitto, dell’antico Perù,...).

photos © Quention Lafont, musée des Confluences